Caccia e pesca

In questa pagina vi inviterei a riflettere un pò su di un mio pensiero riguardante la nostra alimentazione. In questi ultimi anni siamo sommersi di discorsi riguardanti diete vegetariane o vegane e ovunque raccogliamo informazioni, sia il giornale, sia il web, sia un bar o il luogo di lavoro veniamo spesso a contatto con opinioni di mille tipi. Non è mia intensione, proprio per l’abbondanza di tali discorsi, affrontare temi riguardanti la scelta di essere onnivori o no. Ammetto che ammiro chi abbraccia la scelta di non mangiare più carne, anzi invidio proprio queste persone perchè a me non è mai riuscito, cresciuto in Toscana con la nonna che preparava pasta al sugo, pasta al forno e arrosti di tutti i tipi, ho sviluppato anzi una passione per questo tipo di cucina e non riesco almeno per ora ad abbandonarla. Il punto su cui volevo ragionare è un altro, malgrado non ami la caccia e la pesca, e malgrado gli animalisti per la maggior parte denigrino queste pratiche ancor più dell’allevamento c’è un pensiero che mi frulla ogni tanto in testa e che mi fa pensare al contrario. Non amo veder uccidere gli animali e li amo più di me stesso ma purtroppo la legge della natura è molto cruda per certi versi, come il leone insegue e uccide una gazzella, allo stesso modo vedo il gesto dell’uomo nell’uccidere un animale per nutrirsi, certo ci siamo evoluti in malomodo fino ad avere fucili e altro ma in fin dei conti riservano anche una pena minore all’animale rispetto ad una lancia o un bastone. Per quanto riguarda l’allevamento si discute spesso giustamente sulle modalità di quest’ultimo, cioè se gli animali hanno uno stile di vita quantomeno accettabile, certamente corretto ma secondo me non è tutto. Dov’è questo punto del discorso allora? Il punto è che nella caccia o la pesca vedo la morte dell’animale una cosa naturale e non credo scorretta, nell’allevamento invece no perchè anche con tutti i confort possibili per l’animale trovo orribile, se mi immedesimo in quei piccoli e puri cervellini, vedere come ultima cosa la morte per mano della mano che li ha sempre nutriti e curati, fosse anche un robot come negli allevamenti intensivi. L’animale che muore nel bosco, muore e non si accorge spesso nemmeno dell’accaduto o comunque tutti gli esseri viventi sono pronti ad essere cacciati e sanno che è possibile morire, però ripeto, l’immagine che rimane all’animale ucciso dalla mano che lo ha nutrito per tutta la sua vita secondo me provoca in lui un trauma ancora maggiore e inspiegabile. Tutto questo è un mio pensiero, vi inviterei solo a rifletterci un pò aldilà che siate d’accordo o meno.